Vai all'Home Page Novità Archivio Vignette Links Pubblicazioni Fuori l'autrice

VULCANS & Co.
                        Alessandra Rossato

BRR DA’DA DADA’
Origini ed evoluzione

Nata nella notte dei tempi di Vulcano, la cerimonia del Brr Dàda Dadà (da “Brrr”, traducibile come “Quest’oggi mi sento” e “Dàda Dadà” “Subdolo come un Le Mathia”) segnava la fine del ciclo di studi degli adolescenti vulcaniani presso le Sacerdotesse del “Mothin-Segnn” (dal vulcaniano arcaico “Mothin” “come Surak ha logicamente dimostrato” e “Segnn” “trova un crepaccio e buttati”).

Momento, questo, di tristezza e riflessione per Sacerdotesse ed allievi; non bisogna dimenticare infatti il tradizionale, logico entusiasmo con cui i giovani affrontano tutte le mattine l’entrata nella “Skhuol-Ah” (da “Skhuol” “ho passato i miei momenti migliori” ed “Ah” “da tutt’altra parte”): ogni giorno i ragazzi, giunti davanti all’ingresso, allargano braccia e gambe fino ad aggrapparsi perfettamente allo stipite della porte, mentre da dietro i genitori che li accompagnano spingono con tutte le loro forze. Questa cerimonia, gioiosa nella sua logica, termina quando una delle Sacerdotesse arriva dietro all’allievo componendo le dita nel classico gesto di saluto e poggia la mano con forza sulla schiena del giovane.
Non si sa se sia per la potenza del contatto mentale che si instaura o per la forza delle idee trasmesse, ma i ragazzi si staccano delicatamente dalla porta, volano per un paio di metri ed atterrano a faccia in giu’ sul proprio “Bahn-Koo” (“Bahn” “Il posto dove e’ piu’ logico studiare” e “Koo” “la costruzione di un aeroplanino di carta”).

Dato lo stupendo rapporto che si instaura fra Sacerdotesse e ragazzi nel corso degli anni e’ logico intuire che il momento del distacco sia sentito con rammarico da entrambe le parti. I giovani affrontano il tragico momento entrando tutti in meditazione collettiva, la famosa “Ehquilafes-Tha” (tradotto “Ehquilafes” “Il dolore mi strazia, i ricordi mi tengono in vita” e “Tha” “ancora Brandy Sauriano?” ) cerimonia in cui si abbandonano a ricordi del periodo passato nella Skhuol-Ah ed a sospiri di sollievo.
Le Sacerdotesse arrivano al Brr Dàda Dadà con noiosi effetti collaterali dovuti al loro lavoro (cali di logica, unghie che si spezzano, rughette sulla punta delle orecchie) ed uno stato d’animo chiamato “Venh-Dett” (dall’antico termine “Venh” “e’ l’ultima volta che ci vediamo” e la domanda “Dett” “ti ricordi di quando mi hai messo quella puntina sulla sedia?”), ideale per giudicare se i giovani hanno imparato come si deve l’uso della logica e dell’impassibilita’. Non bisogna infatti dimenticare che i ragazzi che falliscono la prova sono costretti a rifare TUTTO il ciclo di studi (un totale di dieci anni vulcaniani) con indosso lo speciale copricapo “di contrizione” (un cappello a punta da cui partono due lunghe orecchie pelose e la scritta “Ass-Inoh”, tradotta a volte come “avevo giusto bisogno di mettermi in piega i capelli” ed a volte come “vedrete come saro’ logico d’ora in poi”).
La cerimonia del Brrr Dàda Dadà e’ comunque semplicissima e ben definita dalla tradizione; i giovani che vi partecipano vengono portati nel luogo piu’ freddo di Vulcano (e’ notorio che il luogo piu’ caldo e’ la zona chiamata “la Fornace”, ma forse non tutti sanno che dal lato opposto del pianeta c’e’ una Fossa chiamata “Il Freezer”) con indosso lo speciale costume rituale, un perizoma di aculei di Truk-Urillo e BASTA.

Gli adolescenti, che a questo punto della cerimonia vengono chiamati “Ghiac-Ciol-Hinn” (da “Ghiac” “E’ illogico lamentarsi del freddo” “Ciol” “e’ illogico soffrire per le punture degli aculei” ed “Hinn” “dov’e’ la mia mamma?”) devono attraversare correndo “Il Freezer da un capo all’altro, mantenendo la loro impassibilita’.
La cosa viene appena complicata dal fatto che il suolo in quella zona e’ ricoperto da un sottilissimo strato di ghiaccio, sostanza che i “Ghiac-Ciol-Hinn” vedono per la prima volta in quell’occasione e di cui sottovalutano il grado di scivolosita’.

Ora, come Surak ha ampiamente dimostrato con la teoria del “Kado-kado-kado” (“Sul ghiaccio, si scivola”) un corpo non ha alcuna possibilita’ di seguire la direzione che desidera sul ghiaccio senza allenamento; da cio’ una serie di manovre in cui i “Ghiac-Ciol-Hinn” scoprono a loro spese una quantita’ di leggi fisiche che prima ignoravano (ricavano anche una serie di lividi, ma e’ un effetto del tutto secondario).
Ferme ai bordi del ghiaccio, le Sacerdotesse vigilano che i “Ghiac-Ciol-Hinn” si muovano con la compostezza richiesta mentre slittano, sbattono, volano e si capovolgono. Ogni tanto, le Sacerdotesse del “Mothin-Segnn”, esempio della piu’ perfetta impassibilita’, abbandonano il proprio posto (“Le Tribune”) per fiondarsi nel “Pens-Hatojo” (da “Pens” “e proprio li’ volea volare” ed “Hatojo” “l’uselin della comare”) da dove si sentono provenire strani suoni gorgoglianti, paragonati per la loro intensita’ e frequenza all’urlo d’amore della “Cicala Assordante” di Vulcano.

Quando escono, le Sacerdotesse hanno i capelli artisticamente arricciati e stupende ciocche bionde, nonche’ rughette sospette agli angoli della bocca; questo fenomeno, chiamato “Per-Mahn-Ent” (“non sai quanto mi rilassa avere i capelli in ordine”), sottoprodotto diretto, sembra, della cerimonia del Brrr-Dàda Dadà, consente alle Sacerdotesse di riprendere l’attivita’ di insegnamento il seguente Anno Accademico con la necessaria serenita’ di spirito.
Per i giovani Vulcaniani la Cerimonia rappresenta invece il passaggio dalla “Adholescenz” (“quella espressione da fesso ti viene naturale?”) alla “Veck-Hiaia” (“si, ti e’ proprio naturale”) e non mancano di commentare, con le immortali parole che Surak stesso ha usato nella Sua Cerimonia del Brrr-Dàda Dadà, “Ahaha-Aiaaah” (“da “Ahaha” “la logica suggerisce una coperta ed una pomata” ed “Aiaaah” Come mai state ridendo?”).



ultima modifica: 7 gennaio 2003
Torna all'indice dei racconti

Per commenti su questa pagina contattare Vulcans & Co. Webmaster