VULCANS & Co.
Alessandra Rossato
IL LE MATHIA, QUESTO SCONOSCIUTO
Quali rappresentanti del VWF (Vulcan Wildlife Foundation) dobbiamo intervenire duramente contro l'articolo pseudo-scientifico "Effetti del Vavavuma Vulcaniano sul sistema nervoso centrale dei Le Mathia", che nonostante la lodevole protesta contro lo sfruttamento di quegli esserini conteneva alcune inesattezze.
Innanzitutto dobbiamo farvi presente che CHIUNQUE abbia passato gli ultimi trent'anni su Vulcano, imparando alla perfezione i 70 dialetti che vi si parlano, e sperimentando PERSONALMENTE abitudini e comportamenti etico-sessuali dei Le Mathia SA che il corretto modo di scrivere il loro nome è "Lematuia"; la pronuncia Vulcaniana è identica (per la famosa U Vulcaniana che si pronuncia come una H, come ben sa chi ha cercato di gridare "Viva i Vivi" ad un funerale Vulcaniano), ma il termine esatto viene sempre accompagnato da un gesto scaramantico consistente nell'alzare indice e mignolo di una mano a scelta, agitandola poi vigorosamente.
Per non parlare poi della mancata citazione dell'ultima parte della cerimonia di fidanzamento Vulcaniano, l' "Ohlamad-Honn" (tradotto a volte come "adesso che mi ricordo credo proprio di avere un appuntamento") che consiste nel togliere le briglie che legavano saldamente i due Le Mathia catturati, lasciandoli liberi. E' forse il momento più tragico per gli esserini, che usano le ultime forze che sono loro rimaste per "Zomph Arrr" (dalla desinenza "Zomph"; "cercare di usare" ed il suffisso "Arrr"; "per cena") addosso ai presenti, perché il tentativo viene quasi sempre frustrato dalla velocità con cui i Vulcaniani si allontanano (direttamente proporzionale alla velocità di avvicinamento dell'animale, e di poco inferiore ai 150 KM orari).
Quelli che partecipano alla cerimonia dell' "Ohlamad-Honn" (i parenti più stretti degli sposi, scelti secondo un antichissimo rituale che non lascia via di scampo) hanno diritto - caso più unico che raro - ad una manifestazione emotiva, ed una soltanto, rigidamente fissata dalla tradizione: se vengono intralciati, nella fuga dal Le Mathia, da un qualsiasi altro parente che li faccia rallentare, perdendo istanti preziosi e facendo avvicinare di molto l'animaletto affamato, possono lanciare l'Antica Maledizione del "Vad Aviaich Apph" ("che tu possa trascorrere le prossime vacanze in posti innominabili facendoti tanti amici intimi").
Molti autorevoli studiosi hanno tentato di stabilire se sia lo sprone dato dall'aver lanciato la Maledizione, o si crei una reazione chimica fra la bava del Le Mathia (nel frattempo arrivato sul Vulcaniano caduto leccandosi le labbra) e la schiena del Maledicente ... in ogni caso la reazione è immediata; quando ormai i denti (avvelenati) del bestione sono a pochi millimetri dal Vulcaniano questi si rialza di scatto e "Sahett" ("cerca di eguagliare con discreto successo la velocità della luce") fuori dalla sua portata.
Alcuni sono riusciti a farlo senza perdere la propria naturale compostezza e dignità, ma sono casi rari ricordati con ammirazione; lo standard in questi casi è un mulinare di braccia, gambe ed orecchie a punta che scompaiono all'orizzonte. Solitamente questo è il colpo finale per il povero Le Mathia; privato senza alcuno scrupolo della cena viene spesso visto piangere senza ritegno (le lacrime di Le Mathia fanno seccare qualsiasi pianta si trovi nei dintorni ed avvelenano le falde acquifere a CHILOMETRI di profondità) e battere con forza le zampe posteriori a terre (per la potenza dei colpi vedi il cratere "Khebuck" nella parte Nord del pianeta).
Tutto questo agitarsi fa sì che dal Le Mathia si stacchino alcuni parassiti, i "Truk-Urilli" (dal nome scientifico di "Skifeten- Troy", da "Skifeten" "che povera bestiolina abbandonata" e "Troy" imprecazione oscena con radici comuni Romulane), esserini (venti centimetri di diametro) teneri ed affettuosi, finché restano attaccati al loro Le Mathia; se ne vengono staccati diventano "Agnachagnachagnach" ("incavolati come bisce") e tendono a compensare questa improvvisa mancanza di affetto "buttandosi" letteralmente sul cibo.
La definizione di "cibo" per un "Truk-Urillo" comprende appena tre categorie (Animale, Vegetale e Minerale) e qualsiasi cosa possa bene o male rientrare in una delle categorie viene senza problemi considerata commestibile ed ingurgitata.
Ora, sappiamo tutti quanto siano importanti le proteine animali in una dieta equilibrata, specialmente per un "Truk-Urillo" con carenza d'affetto; ebbene, i Vulcaniani si rifiutano, con la loro ben nota ostinazione, di costituire l'elemento "Animale" nella dieta dell'animaletto, arrivando persino a togliergli di bozza i loro simili quando la povera bestiola è riuscita ad azzannarli!
Bisogna fare qualcosa per i "Truk-Urilli", che altrimenti cresceranno sempre più magri e rachitici, fino ad estinguersi!
Aiutate il VWF: presentatevi presso uno dei nostri centri di "Raccolta Cibo" e specificate che desiderate diventare il pasto dei Truk-Urilli affamati di Vulcano ... dimostriamo ai Vulcaniani dove sta la vera civilta’!
ultima modifica: 7 gennaio 2003
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