VULCANS & Co.
Alessandra Rossato
RICETTA VULCANIANA PER IL "KHOM AGGIAH FA'"
LA PREPARAZIONE
L'origine del "Khom Aggiah Fà" (coda di Le Mathia abbrustolita) risale al periodo pre-Surak di Vulcano; la preparazione della pietanza era un rito, e come tale veniva utilizzato nell'antica cerimonia del "Turr-Luck" (letteralmente "spero di tirare anche il prossimo respiro"), che trasformava gli adolescenti in veri Vulcaniani.
La ricetta è semplice e gustosa: recatevi da soli in una zona desertica e selvaggia del pianeta e cercate un Le Mathia (ciò è più facile di quanto non sembri; se vi recate da soli nel deserto sarà IL LE MATHIA a trovare voi).
Trovatolo, metà del lavoro è fatto: dovete solo fargli passare attorno al collo il "Techopp" rituale (treccia resistentissima preparata dalle Sacerdotesse del Turr-Luck), o in alternativa un filo di duralluminio, e stringere con forza.
Data l'altezza dell'animale (circa otto metri terrestri) si consiglia di utilizzare una scaletta (detta in Vulcaniano "N'Ciarrivh", tradotto "se salgo ancora un pò mi viene il mal di spazio").
Nel far ciò evitate di farvi colpire dagli unghioni avvelenati, dalle zanne lunghe 15 centimetri e soprattutto dalla coda uncinata, che potrebbe venir rovinata dall'impatto con le vostre ossa. Dobbiamo avvertirvi che è raro riuscire al primo colpo, ma consolatevi: la carne di Le Mathia è MOLTO più gustosa dopo che ha mangiato.
Nel caso aveste invece trovato un Le Mathia addormentato e SORDO (il loro udito è sensibilissimo, e se si svegliano di colpo diventano ANCORA PIU' feroci) storditelo col "Techopp" (i Le Mathia non si uccidono SOLO passandogli un filo di duralluminio ben stretto attorno al collo) e provvedete a staccargli gli ultimi due metri di coda a colpi di Lirpa Vulcaniana.
Non sentitevi troppo in colpa per la mutilazione; nel giro di due o tre giorni la coda ricrescerà più lunga e resistente.
Dopo un'ora di furiosi colpi sarete riusciti a staccare la parte richiesta; trascinatela velocemente lontano dal Le Mathia, che comincerà a svegliarsi ed a sentirsi VERAMENTE arrabbiato.
Centocinquanta chilometri terrestri sono una distanza appena ragionevole da mettere fra voi e l'animale, e dovranno essere percorsi in tutta fretta e con circa 300 chili sulle spalle.
Una volta che avrete seminato il Le Mathia (come misura precauzionale si consiglia di attraversare uno o due crepacci) provvedete a pulire la coda che avete con voi staccando a forza i parassiti che vi saranno attaccati, i "Truk-Urilli" (da "Truk": "niente mi può fare del male" ed "Urilli": "Chi avvisa gli eredi?").
Questi sono esseri dalla forma di Tribli, di circa 30 centimetri di diametro, forniti di aculei lunghi dieci centimetri ed avvelenati su tutto il corpo, con una bocca lunga esattamente quanto la loro circonferenza.
In quanto alla loro ferocia, vi ricordiamo soltanto l'antico detto Vulcaniano "Argh Le Mathia, Aaaaaaaaaaaaargh TrukUrilli" ("Quello di cui ha pietà un Le Mathia lo mangiano i Truk- Urilli").
Anche usando la Lirpa che avrete con voi sarà facile perdere qualche dito nel tentativo, ma il rischio viene considerato "più che ragionevole" dagli stessi Vulcaniani ... e chi siamo noi per contraddire i Vulcaniani?
Dovrete poi provvedere a togliere le scaglie dalla coda. Quest'ultima si muoverà cercando di colpirvi, e nel peggiore dei casi strozzarvi; non preoccupatevi, non è molto più intelligente del suo proprietario (Q.I. terrestre 250 circa) e dopo non più di un paio d'ore di tentativi vi dovrebbe essere facile sopraffarla e legarla come un "Suh-Iin" ("Salame").
Legata e descagliata, si cucina alla griglia come un normale arrosto di tre quintali, cospargendola di sale e punzecchiandola ogni tanto perché si rigiri.
Solo, fate attenzione che non si sleghi.
CENNI STORICI E CURIOSITA'
Molto in voga nel periodo Pre-Surak, il Khom Aggiah Fà venne abbandonato quando l'intera popolazione di Vulcano divenne vegetariana.
Si narra che l'adolescente Surak, il giorno prima di compiere il suo "Turr-Luck", fece un appassionato e veemente discorso ai grandi saggi del pianeta circa la necessità di abolire le antiche ed illogiche usanze e diventare vegetariani.
Parlò per tre giorni e tre notti, ininterrotto ed inesauribile, e ad uno ad uno convinse prima tutti i Saggi e poi tutto il popolo.
Surak non fece il "Khom Aggiah Fà", e fu il primo del suo popolo a superare vivo e senza menomazioni l'adolescenza.
ultima modifica: 7 gennaio 2003
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